QUARTO GIORNO

LA CARITÀ FRATERNA

V: O Dio, vieni a salvarmi.
R: Signore, vieni presto in mio aiuto.
V: Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
R: Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
CANTO IN ONORE DI SANTA TERESA DEL BAMBINO GESÙ

PAROLA DI DIO

LETTURA DAL VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 22,34-40)
«I farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: “Maestro, qual è il più grande comandamento della Legge?”.
Gli rispose: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”».

DAGLI SCRITTI AUTOBIOGRAFICI DI SANTA TERESA DEL BAMBINO GESÙ

«Il Buon Dio mi ha concesso la grazia di comprendere che cosa sia la Carità. Prima, è vero, la comprendevo, ma in modo imperfetto. Mi impegnavo soprattutto ad amare Dio, ed è amandolo che ho compreso che il mio amore non doveva tradursi soltanto in parole.
Gesù, nell’Ultima Cena, quando sa che il cuore dei suoi discepoli arde di un amore più ardente per Lui che si è appena donato loro nell’ineffabile mistero della sua Eucaristia, vuole dare loro un comandamento nuovo.
Dice loro con una tenerezza inesprimibile: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri e, come io vi ho amati, così amatevi anche voi gli uni gli altri”.
Come e perché Gesù amò i suoi discepoli? Ah! Non erano le loro qualità naturali ad attirarlo; tra loro vi era una distanza infinita. Egli era la Scienza, l’eterna Sapienza; essi, poveri pescatori, ignoranti e pieni di pensieri terreni. Eppure Gesù li chiama suoi amici, suoi fratelli.
Meditando queste parole di Gesù, ho compreso quanto fosse imperfetto il mio amore per le mie Sorelle; ho visto che non le amavo come il Buon Dio le ama.
Ah! Ora comprendo che la carità consiste nel sopportare i difetti degli altri, nel non meravigliarsi delle loro debolezze, nell’edificarsi davanti ai più piccoli atti di virtù che si vede praticare».

PREGHIERA FINALE

Dio di misericordia e di amore, concedici la grazia del vero amore e donaci la forza necessaria per compiere il tuo comandamento nuovo: amare il prossimo come tu lo hai amato. Per Cristo nostro Signore. Amen.

PAROLA DI VITA

«So che non mi comandate nulla di impossibile. Conoscete meglio di me la mia debolezza e imperfezione; sapete che non potrò mai amare le mie Sorelle come le amate voi, se voi stesso, mio Gesù, non le amaste anche in me».
CANTO FINALE IN ONORE DI SANTA TERESA DEL BAMBINO GESÙ