Carissimi fratelli e sorelle in Cristo e nella Santissima Trinità, meditando dalle stesse orazioni di santa Elisabetta nel ritiro “Come si può trovare il cielo sulla terra” del luglio 1906, e affidandoci alla sua intercessione, iniziamo questa novena per crescere nella fede, nella speranza e nella carità verso l’indivisa Trinità che già possediamo nel profondo centro dell’anima, ma nell’orazione dobbiamo scoprirla presente in noi e crescere nella comunione ed unione intima con Loro.
Sarà un viaggio interiore, accompagnati da questa grande innamorata dei Tre Ospiti divini, nostro Unico Tesoro sulla terra, ad immagine e somiglianza dei quali siamo stati creati e che attendono di farci scoprire e gustare, in ognuno di noi, la Loro viva e vivificante presenza amorosa.
Santa Elisabetta, nella lettera numero 280 del 28 ottobre 1906, scrivendo a suor Maria-Olide fece questa promessa: “Mi sembra che in cielo la mia missione sarà quella di attirare le anime aiutandole ad uscire da sé stesse per aderire a Dio, con un moto tutto spontaneo e pieno d’amore, e di tenerle in quel grande silenzio interno che permette a Dio d’imprimersi in loro, di trasformarle in lui stesso”.
Buon viaggio a tutti, in preparazione alla memoria dell’8 novembre, nella quale ricorderemo nel cuore e nella liturgia santa Elisabetta della Trinità e la sua via per la santità.
PRIMO GIORNO DELLA NOVENA
30 OTTOBRE – La fede ci dà Dio fin da questa vita
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Si recita il Credo
Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture, è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa,
una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo Battesimo
per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
Amen.
“Per avvicinarsi a Dio, occorre credere”. È S. Paolo che parla così. Egli dice ancora: “La fede è la sostanza delle cose che si devono sperare e la dimostrazione di quelle che non si vedono”. La fede cioè ci rende talmente certi e presenti i beni futuri che per mezzo di lei prendono consistenza nella nostra anima e vi sussistono prima che ne godiamo. S. Giovanni della Croce dice che essa ci serve di base per andare a Dio e che rappresenta il possesso allo stato d’oscurità, che essa sola ci può dare dei veri lumi su colui che amiamo e che dobbiamo accoglierla come il mezzo per arrivare all’unione beata. La fede riversa copiosamente nella nostra anima tutti i beni spirituali. G. Cristo, parlando alla Samaritana, indicava la fede, quando prometteva a tutti coloro che avrebbero creduto in lui, di dar loro “una sorgente di acqua viva zampillante fino alla vita eterna”. Così dunque la fede ci dà Dio fin da questa vita, certamente coperto di quel velo di cui essa lo copre, ma sempre Dio stesso.
Silenzio e meditazione
Tre Gloria in onore alla Santissima Trinità.
Orazione finale:
O Dio, ricco di misericordia, che hai dischiuso a Santa Elisabetta della Trinità il mistero della tua arcana presenza nell’Anima del giusto, e l’hai resa tua adoratrice in spirito e verità, per sua intercessione concedi anche a noi di perseverare nell’amore di Cristo e di essere tempio dello Spirito di Amore, a lode della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio che è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen
Santa Elisabetta della Trinità, prega noi.
SECONDO GIORNO DELLA NOVENA
31 OTTOBRE – Più è provata, più la fede cresce.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Si recita il Credo.
“Quando verrà ciò che è perfetto”, cioè la chiara visione, “ciò che è imperfetto”, vale a dire la conoscenza data dalla fede, “riceverà tutta la sua perfezione”. “Noi abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi, e noi vi abbiamo creduto”. Qui sta il grande atto della nostra fede. È il mezzo per rendere a Dio amore per amore. È “il segreto nascosto nel cuore del Padre”, di cui parla S. Paolo. Noi lo penetriamo finalmente e tutta la nostra anima trasalisce. Allorché essa sa credere a “questo troppo grande amore che è su di lei”, si può dire quello che è detto di Mosè: “Era incrollabile nella sua fede come se avesse visto l’invisibile”. Non si ferma più ai gusti ed ai sentimenti, poco le importa di sentire Dio o di non sentirlo, poco le importa che le dia la gioia o la sofferenza. Essa crede al suo amore. Più è provata, più la sua fede cresce perché sa andare al di là di tutti gli ostacoli per riposarsi nel seno dell’amore infinito che non può fare che opere d’amore.
Silenzio e meditazione
Tre Gloria in onore alla Santissima Trinità.
Orazione finale:
O Dio, ricco di misericordia, che hai dischiuso a Santa Elisabetta della Trinità il mistero della tua arcana presenza nell’Anima del giusto, e l’hai resa tua adoratrice in spirito e verità, per sua intercessione concedi anche a noi di perseverare nell’amore di Cristo e di essere tempio dello Spirito di Amore, a lode della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio che è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen
Santa Elisabetta della Trinità, prega noi.
TERZO GIORNO DELLA NOVENA
1 NOVEMBRE – Affrettati a discendere
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Si recita il Credo.
“Affrettati a discendere perché bisogna che oggi mi fermi nella tua casa”. “Il Maestro ridice incessantemente alla nostra anima queste parole che rivolgeva un giorno a Zaccheo. “Affrettati a discendere”. Che cosa è mai questa discesa che esige da noi, se non il penetrare più a fondo nel nostro abisso interiore?” Quest’atto “non è una separazione esterna dalle cose esteriori, ma una solitudine dello spirito”, un liberarsi da tutto ciò che non è Dio. Finché la nostra anima ha dei capricci estranei all’unione divina, delle fantasie di sì e no, restiamo allo stato d’infanzia, non camminiamo a passi da gigante nell’amore, perché il fuoco non ha ancora bruciato tutta la scoria, l’oro non è puro, siamo ancora i cercatori di noi stessi, Dio non ha consumato tutta la nostra ostilità a lui. Ma quando il ribollimento della caldaia ha consumato ogni amore vizioso, ogni viziosa paura, allora l’amore è perfetto e l’anello d’oro della nostra alleanza è più largo del cielo e della terra. Ecco la cella segreta dove l’amore colloca i suoi eletti. “Quell’amore ci conduce attraverso i meandri e i sentieri che lui solo conosce. Ci conduce senza ritorno e non rifaremo più la via percorsa”.
Silenzio e meditazione
Tre Gloria in onore alla Santissima Trinità.
Orazione finale:
O Dio, ricco di misericordia, che hai dischiuso a Santa Elisabetta della Trinità il mistero della tua arcana presenza nell’Anima del giusto, e l’hai resa tua adoratrice in spirito e verità, per sua intercessione concedi anche a noi di perseverare nell’amore di Cristo e di essere tempio dello Spirito di Amore, a lode della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio che è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen
Santa Elisabetta della Trinità, prega noi.
QUARTO GIORNO DELLA NOVENA
2 NOVEMBRE – Dio è il centro dell’anima
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Si recita il Credo.
“Il Regno dei cieli è dentro di voi”. S. Giovanni della Croce dice che “è nella sostanza dell’anima dove non posso arrivare né il demonio né il mondo, che Dio si dà a lei. Allora tutti i suoi movimenti divengono divini e, sebbene siano di Dio, sono pure egualmente suoi perché N. Signore li produce in lei e con lei”. Il medesimo Santo dice che Dio è il centro dell’anima. Quando l’anima conoscerà Dio perfettamente, nella misura di tutte le sue energie, l’amerà e ne godrà interamente, allora sarà arrivata al centro più profondo che possa attingere in lui. Prima di essere arrivata fin là, l’anima è già in Dio, che è il suo centro, ma non ancora nel suo centro “più profondo”, potendo andare più oltre. Poiché è l’amore che unisce l’anima a Dio, più intenso è l’amore, più essa entra profondamente in Dio e si concentra in lui. Quando possiede un solo grado d’amore, è già nel suo centro, ma quando quest’amore avrà raggiunto la sua perfezione, l’anima sarà penetrata nel suo centro “più profondo”. È là che sarà trasformata a tal punto da divenire somigliantissima a Dio.
Silenzio e meditazione
Tre Gloria in onore alla Santissima Trinità.
Orazione finale:
O Dio, ricco di misericordia, che hai dischiuso a Santa Elisabetta della Trinità il mistero della tua arcana presenza nell’Anima del giusto, e l’hai resa tua adoratrice in spirito e verità, per sua intercessione concedi anche a noi di perseverare nell’amore di Cristo e di essere tempio dello Spirito di Amore, a lode della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio che è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen
Santa Elisabetta della Trinità, prega noi.
QUINTO GIORNO DELLA NOVENA
3 NOVEMBRE – Il dono della semplicità
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Si recita il Credo.
“Se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso”. Che cos’è quest’occhio semplice di cui parla il Maestro se no quella “semplicità d’intenzione che raccoglie in unità tutte le forze disperse dell’anima e unisce a Dio lo spirito stesso? È la semplicità che dà a Dio onore e lode, che presenta ed offre a lui le virtù. Poi, penetrando e attraversando sé stessa, attraversando e penetrando tutte le creature, trova Dio nelle sue profondità. Essa è il principio e il termine delle virtù, il loro splendore e la loro gloria. Chiamo intenzione semplice quella che non mira che a Dio, a lui riferendo tutte le cose. È lei che colloca l’uomo alla presenza di Dio, è lei che gli dà forza e coraggio, che lo rende vuoto e libero da ogni timore, oggi e nel giorno del giudizio. È lo slancio interiore, il fondamento di tutta la vita spirituale, che mette sotto i piedi la cattiva natura, dona la pace e impone silenzio ai vani rumori che si fanno in noi”. È lei che aumenta di ora in ora la nostra divina rassomiglianza e poi, al di là di ogni intermediario, è ancora lei che ci trasporterà nella profondità in cui abita Dio e ci darà il riposo dell’abisso. L’eredità beata che l’eternità ci ha preparato, sarà il dono della semplicità.
Silenzio e meditazione
Tre Gloria in onore alla Santissima Trinità.
Orazione finale:
O Dio, ricco di misericordia, che hai dischiuso a Santa Elisabetta della Trinità il mistero della tua arcana presenza nell’Anima del giusto, e l’hai resa tua adoratrice in spirito e verità, per sua intercessione concedi anche a noi di perseverare nell’amore di Cristo e di essere tempio dello Spirito di Amore, a lode della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio che è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen
Santa Elisabetta della Trinità, prega noi.
SESTO GIORNO DELLA NOVENA
4 NOVEMBRE – Siate santi come Io sono Santo
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Si recita il Credo.
“Siate santi perché io sono santo”. È il Signore che parla così. “Qualunque sia il nostro genere di vita o l’abito che ci copra, ciascuno di noi dev’essere il santo di Dio”. Chi è il più santo? “È colui che ama di più, che guarda maggiormente a Dio e soddisfa più pienamente il suo sguardo”. “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza”. Tale fu il grande volere del Cuore di Dio. “Senza la rassomiglianza che viene dalla grazia, ci aspetta la dannazione eterna. Dal momento che Dio ci vede atti a ricevere la grazia, la sua libera bontà è pronta a farci il dono che imprime in noi la sua rassomiglianza. La nostra attitudine a ricevere la grazia dipende dalla pienezza interiore con la quale ci muoviamo verso di lui. Dio allora, portandoci i suoi doni, può donarci sé stesso ed imprimere in noi la sua rassomiglianza spezzando le nostre catene e facendoci liberi”. La forma dell’anima è Dio che deve imprimersi in lei come il sigillo sulla cera, come la marca sul proprio oggetto. Ora questo non si realizza in pieno se la ragione non è completamente illuminata dalla conoscenza di Dio, se la volontà non è tutta incatenata all’amore del Bene sovrano, se la memoria non è totalmente assorbita nella contemplazione e il godimento della felicità eterna. Per realizzare quest’ideale, occorre tenersi raccolti dentro di sé, stare in silenzio alla presenza di Dio, mentre l’anima s’inabissa, si dilata, s’infiamma e si fonde in lui con una pienezza senza limiti.
Silenzio e meditazione
Tre Gloria in onore alla Santissima Trinità.
Orazione finale:
O Dio, ricco di misericordia, che hai dischiuso a Santa Elisabetta della Trinità il mistero della tua arcana presenza nell’Anima del giusto, e l’hai resa tua adoratrice in spirito e verità, per sua intercessione concedi anche a noi di perseverare nell’amore di Cristo e di essere tempio dello Spirito di Amore, a lode della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio che è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen
Santa Elisabetta della Trinità, prega noi.
SETTIMO GIORNO DELLA NOVENA
5 NOVEMBRE – Saremo simili a Lui
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Si recita il Credo.
“Fin d’ora siamo figli di Dio e non si è ancora visto quello che saremo. Sappiamo che quando egli si manifesterà, saremo simili a lui perché lo vedremo così com’è, e chiunque ha questa speranza in lui, si santifica come Lui stesso è Santo”. Ecco la misura della santità dei figli di Dio, essere santo come Dio, essere santo della santità di Dio. E questo vivendo a contatto con lui in fondo all’abisso senza fondo. “Al di dentro”. L’anima allora sembra avere una certa somiglianza con Dio che, pur trovando la sua delizia in tutte le cose, non ne trova mai tanta quanta in sé stesso. Infatti egli possiede in sé un bene sovreminente davanti al quale tutti gli altri spariscono. Così tutte le gioie che l’anima incontra, sono per lei altrettanti avvenimenti che la invitano ad assaporare il bene di cui è in possesso ed al quale nessun altro può essere paragonato”.
Il Padre che è nei cieli” si trova in questo piccolo cielo che si è fatto al centro della nostra anima. È qui che lo dobbiamo cercare e soprattutto è qui che dobbiamo dimorare. Il Cristo diceva un giorno alla Samaritana che “Il Padre cerca veri adoratori ‘in spirito e verità’ ”. Per dare gioia al suo cuore, siamo noi quei grandi adoratori. Adoriamolo “in spirito” cioè, teniamo il cuore e il pensiero fissi in lui, lo spirito pieno di conoscenza, mediante il lume della fede. Adoriamolo “in verità”, cioè, con le nostre opere, perché è soprattutto attraverso le nostre azioni che siamo veri. Oh! Rendiamoci attenti alla voce del Padre nostro: “Figlio mio, egli dice, dammi il tuo cuore”.
Silenzio e meditazione
Tre Gloria in onore alla Santissima Trinità.
Orazione finale:
O Dio, ricco di misericordia, che hai dischiuso a Santa Elisabetta della Trinità il mistero della tua arcana presenza nell’Anima del giusto, e l’hai resa tua adoratrice in spirito e verità, per sua intercessione concedi anche a noi di perseverare nell’amore di Cristo e di essere tempio dello Spirito di Amore, a lode della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio che è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen
Santa Elisabetta della Trinità, prega noi.
OTTAVO GIORNO DELLA NOVENA
7 NOVEMBRE – La Vergine Fedele
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Si recita il Credo.
“Si scires donum Dei! – Se tu sapessi il dono di Dio!” diceva una sera (sic) il Cristo alla Samaritana. Ma che cos’è questo dono di Dio, se non Lui stesso? Il discepolo prediletto ci dice che “egli è venuto nella sua casa e i suoi non l’hanno ricevuto”. S. Giovanni Battista potrebbe ancora dire a tante anime: “In mezzo a voi – in voi – c’è uno che voi non conoscete”. “Se tu sapessi il dono di Dio!”. Vi è una creatura che conobbe questo dono di Dio, una creatura che non ne perdette neppure una goccia, una creatura che fu tanto pura e luminosa da sembrare la luce stessa. “Speculum iustitiae”: una creatura la cui vita fu così semplice e perduta in Dio che è quasi impossibile parlarne. “Virgo fidelis”: è la Vergine fedele: “colei che custodiva tutte le cose nel suo cuore”. Si manteneva così piccola e raccolta alla presenza di Dio, nel segreto del tempio, che attirava su di sé le compiacenze della Trinità santa. Il Padre, chinandosi sopra questa creatura così bella, così ignara della sua bellezza, ha voluto che fosse nel tempo la Madre di colui di cui egli è il Padre nell’eternità. Allora intervenne lo Spirito d’amore che presiede a tutte le operazioni di Dio e la Vergine disse il suo Fiat: “Ecco l’ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua parola”. Si compì allora il più grande dei misteri e, per la discesa del Verbo, Maria fu per sempre la preda di Dio. Mi sembra che l’atteggiamento della Vergine, durante i mesi che trascorsero dall’Annunciazione alla Natività, sia il modello delle anime interiori, delle creature che Dio ha scelto per vivere al di dentro, nel fondo dell’abisso senza fondo. Con quale pace, con quale raccoglimento Maria si avvicinava ad ogni cosa, faceva ogni cosa! Come le cose anche più banali erano per lei divinizzate! In tutto e per tutto la Vergine restava in adorazione del dono di Dio. E questo non le impediva di prodigarsi al di fuori, quando si trattava di esercitare la carità.
Silenzio e meditazione
Tre Gloria in onore alla Santissima Trinità.
Ave Maria alla Vergine Fedele
Orazione finale:
O Dio, ricco di misericordia, che hai dischiuso a Santa Elisabetta della Trinità il mistero della tua arcana presenza nell’Anima del giusto, e l’hai resa tua adoratrice in spirito e verità, per sua intercessione concedi anche a noi di perseverare nell’amore di Cristo e di essere tempio dello Spirito di Amore, a lode della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio che è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen
Santa Elisabetta della Trinità, prega noi.
NONO GIORNO DELLA NOVENA
8 NOVEMBRE – Amare nella Verità
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Si recita il Credo.
“Se qualcuno mi ama, osserverà la mia parola e mio Padre l’amerà e verremo a lui e porremo in lui la nostra dimora”. Ecco il Maestro che ci manifesta ancora il suo desiderio di abitare in noi. “Se qualcuno mi ama!”. L’amore, ecco ciò che attira, che trascina Dio alla sua creatura. Non un amore di sensibilità, ma quell’amore “forte come la morte e che le grandi acque non possono estinguere”. Così parlava il Maestro santo e ogni anima che vuole vivere a contatto con lui, deve vivere anch’essa questa massima. Il beneplacito divino dev’essere il suo nutrimento, il suo pane quotidiano, deve lasciarsi immolare da tutte le volontà di Dio ad immagine del suo Cristo adorato. Ogni circostanza, ogni avvenimento, ogni sofferenza come ogni gioia, è un sacramento che le dà Dio. Così essa non fa più differenza tra le cose, le scavalca. Le oltrepassa per riposarsi, al di sopra di tutto, nel suo Maestro stesso. Lo innalza ben alto sulla montagna del suo cuore. Si, più in alto dei suoi doni, delle sue consolazioni, più in alto delle dolcezze che piovono da Lui. La caratteristica dell’amore è di non ricercare mai sé stesso, di non riservarsi nulla, ma di dare tutto a colui che si ama. Beata l’anima che ama nella verità. Il Signore è divenuto suo prigioniero d’amore!
Tre Gloria in onore alla Santissima Trinità.
Orazione finale:
O Dio, ricco di misericordia, che hai dischiuso a Santa Elisabetta della Trinità il mistero della tua arcana presenza nell’Anima del giusto, e l’hai resa tua adoratrice in spirito e verità, per sua intercessione concedi anche a noi di perseverare nell’amore di Cristo e di essere tempio dello Spirito di Amore, a lode della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio che è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen
Santa Elisabetta della Trinità, prega noi.
In preparazione alla Memoria della Santa, preghiamo con le sue stesse parole:
ELEVAZIONE ALLA SANTISSIMA TRINITA’
O mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi completamente, per fissarmi in Te, immobile e tranquilla, come se la mia anima fosse già nell’eternità. Nulla possa turbare la mia pace né farmi uscire da Te, o mio Immutabile, ma che ogni istante m’immerga sempre più nella profondità del tuo Mistero.
Pacifica la mia anima, rendila tuo cielo, tua dimora prediletta, luogo del tuo riposo. Che non ti ci lasci mai solo, ma che sia là tutta, interamente desta nella mia fede, tutta in adorazione, pienamente abbandonata alla tua azione creatrice.
O mio Cristo amato, crocifisso per amore, vorrei essere una sposa per il tuo Cuore, vorrei coprirti di gloria, vorrei amarti fino a morirne. Ma sento la mia impotenza, e ti chiedo di “rivestirmi di te”, d’identificare la mia anima a tutti i movimenti della tua anima, di sommergermi, d’invadermi, di sostituirti a me, affinché la mia vita non sia che un’irradiazione della tua vita. Vieni in me Adoratore, come Riparatore e come Salvatore.
O Verbo eterno, Parola del mio Dio, voglio passare la mia vita ad ascoltarti, voglio rendermi perfettamente docile per imparare tutto da Te. Poi, attraverso tutte le notti, tutti i vuoti, tutte le impotenze, voglio sempre fissare Te e restare sotto la tua grande luce. O mio Astro amato, affascinami perché non possa più uscire dalla tua irradiazione.
Fuoco consumante, Spirito d’amore, “discendi in me”, affinché si faccia nella mia anima come una incarnazione del Verbo e io gli sia una umanità aggiunta nella quale Egli rinnovi il suo Mistero.
E tu, o Padre, chinati sulla tua povera piccola creatura, “coprila della tua ombra”, e non vedere in lei che “Il Diletto nel quale hai posto tutte le tue compiacenze”.
O miei Tre, mio tutto, mia beatitudine, solitudine infinita, immensità in cui mi Perdo, mi abbandono a Voi come una preda.
Seppellitevi in me perché io mi seppellisca in Voi, in attesa di venire a contemplare nella vostra luce l’ abisso delle vostre grandezze.
21 Novembre 1904