SESTO GIORNO

LA PROVA DELLA FEDE

V: O Dio, vieni a salvarmi.
R: Signore, vieni presto in mio aiuto.
V: Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
R: Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
CANTO IN ONORE DI SANTA TERESA DEL BAMBINO GESÙ

PAROLA DI DIO

LETTURA DAL VANGELO SECONDO LUCA (Lc 22,39-42)
«Uscito, se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: “Pregate, per non entrare in tentazione”.
Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia volontà, ma la tua”».

DAGLI SCRITTI AUTOBIOGRAFICI DI SANTA TERESA DEL BAMBINO GESÙ

“Allora godevo di una fede così viva, così chiara, che il pensiero del Cielo costituiva tutta la mia felicità. Non potevo credere che esistessero empi senza fede.
Nei giorni così gioiosi del Tempo Pasquale, Gesù mi faceva sentire che esistevano veramente anime che non avevano fede, che, abusando delle grazie, perdevano questo prezioso tesoro.
Permetteva che la mia anima fosse invasa dalle tenebre più fitte e che il pensiero del Cielo, così dolce per me, non fosse più che motivo di lotta e di tormento.
All’improvviso, le nebbie che mi circondavano diventavano più dense, penetravano nella mia anima e la avvolgevano in modo tale che non mi era più possibile ritrovare in essa l’immagine così dolce della mia Patria.
Tutto era scomparso! Quando volevo riposare il mio cuore, affaticato dalle tenebre che lo circondavano, con il ricordo del Paese luminoso verso il quale aspiravo, il mio tormento raddoppiava.
Ah! Che Gesù mi perdonasse se lo ferivo. Ma Egli sapeva bene che, sebbene non godessi della gioia della fede, cercavo almeno di compiere le opere.
Credevo di aver compiuto più atti di fede nell’ultimo anno che durante tutta la mia vita. A ogni nuova occasione di combattimento, quando i miei nemici venivano a provocarmi, mi comportavo con coraggio.
Sapendo che era codardia battersi in duello, volgevo le spalle ai miei avversari, senza degnarmi di guardarli in faccia, e correvo dal mio Gesù.
Gli dicevo che ero pronta a versare fino all’ultima goccia del mio sangue per confessare che esisteva un Cielo.
Non avevo mai sentito così bene quanto il Signore fosse dolce e misericordioso! Non mi aveva mandato questa prova se non nel momento in cui avevo la forza di sopportarla; se fosse venuta prima, credevo che mi sarei lasciata andare allo scoraggiamento.
Ora mi toglieva ogni soddisfazione naturale che avrei potuto trovare nel desiderio del Cielo. Mi sembrava che nulla mi impedisse di volare, perché non avevo più grandi desideri, se non quello di amare fino a morire d’amore.”

PREGHIERA FINALE

Signore, Padre di misericordia, sostienici nei momenti di prova e di purificazione, liberaci dall’incredulità e concedici una fede salda, incrollabile, capace di attraversare le notti di questa vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

PAROLA DI VITA

«Quando canto la felicità del Cielo, il possesso eterno di Dio, non provo alcuna gioia, perché canto semplicemente ciò che voglio credere».
CANTO FINALE IN ONORE DI SANTA TERESA DEL BAMBINO GESÙ